Oggi è il 25 Aprile. 2019.

Duemiladiciannove.

È bene ricordarlo, duemiladiciannove. Perché nonostante l’attenzione e i dibattiti del nostro tempo dovrebbero essere incentrati su ben altri temi e decisioni, siamo ancora costretti a sentire qualcuno che disquisisce sul fatto che festeggiare questo giorno sia lecito o meno.
Liberazione. Dalla guerra, dalla paura, dall’odio. Da un mondo ingiusto. Dall’orrore del totalitarismo. Da tutto ciò che quegli anni precedenti al 1945 ci ricordano.
La Festa della Liberazione non ha un colore politico: è una festa italiana. E ancora c’è qualcuno che lo ritiene “un derby tra fascisti e comunisti”. Nel duemiladiciannove.

In questi giorni siamo costretti a sentire dichiarazioni e leggere post che fanno rabbrividire. E non solo di chi sta a Roma, anche da parte di chi è qui, vicino a noi, nei nostri paesi.

Ma no dai, nessuno può pensarle realmente, certe cose che sono state dette o scritte.
Dai, facciamo che è un errore: facciamo che non si sta facendo campagna politica sulla memoria dei nostri genitori, nonni o bisnonni. Facciamo finta che nessuno stia mettendo in dubbio che l’Italia “QUANDO C’ERA LVI” abbia raggiunto il punto più buio della sua storia. E facciamo anche che ieri a Piazzale Loreto nessuno sia andato ad apporre quello striscione. Anche perché questa sarebbe davvero troppo grossa. Nel duemiladiciannove.

Facciamo che tutti i 60 milioni di italiani sappiano bene che il 25 Aprile significa MAI PIÙ GUERRE. E che lo significherà ora e sempre.

Bene, per fortuna. A leggere i social e i giornali in questi giorni ci eravamo spaventati. Ma per fortuna era uno scherzo. Di pessimo gusto eh, ma era uno scherzo.

Molto bene.

Ora torniamo alle questioni del duemiladiciannove, grazie. Ma non dimentichiamoci del passato: dei grandi orrori compiuti e delle grandi azioni che ci hanno elevato.

Cerchiamo di non cascare nella banalità del male. Facciamolo crescere questo paese, non portiamolo indietro.

Noi vogliamo cominciare dal nostro piccolo, dalla nostra città di Formigine. Sei con noi?

“Per ricordare il ritorno di libertà e democrazia, la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. La storia insegna che quando si baratta la libertà per promesse di ordine e tutela, gli avvenimenti prendono una piega tragica.”

🇮🇹 Sergio Mattarella